Archive for the ‘Angelus’ Category

ESEMPIO MARTIRI CI ESORTA ADOPERARCI PER RICONCILIAZIONE

ottobre 29, 2007
CITTA’ DEL VATICANO, 28 OTT. 2007 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare l’Angelus con le migliaia di pellegrini, provenienti in maggioranza dalla Spagna, che avevano assistito alla Cerimonia di Beatificazione di 498 martiri del XX secolo in Spagna, presieduta in Piazza San Pietro dal Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

  “La contemporanea iscrizione nell’albo dei Beati di un così gran numero di Martiri dimostra che la suprema testimonianza del sangue non è un’eccezione riservata soltanto ad alcuni individui, ma un’eventualità realistica per l’intero Popolo cristiano. Si tratta, infatti, di uomini e donne diversi per età, vocazione e condizione sociale, che hanno pagato con la vita la loro fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa”.

  “Il mese di ottobre” – ha proseguito il Pontefice – “dedicato in modo particolare all’impegno missionario, si chiude così con la luminosa testimonianza dei martiri spagnoli, che vanno ad aggiungersi ai martiri Albertina Berkenbrock, Manuel Gómez González e Adilio Daronch, e Franz Jägerstätter, proclamati Beati nei giorni scorsi in Brasile e in Austria. Il loro esempio sta a testimoniare che il Battesimo impegna i cristiani a partecipare con coraggio alla diffusione del Regno di Dio, cooperandovi se necessario col sacrificio della stessa vita”.

  “Non tutti, certo, sono chiamati al martirio cruento. C’è però un ‘martirio’ incruento, che non è meno significativo, come quello di Celina Chludzi?ska, sposa, madre di famiglia, vedova e religiosa, beatificata ieri a Roma: è la testimonianza silenziosa ed eroica di tanti cristiani che vivono il Vangelo senza compromessi, compiendo il loro dovere e dedicandosi generosamente al servizio dei poveri”.

  “Questo martirio della vita ordinaria” – ha concluso il Santo Padre – “è una testimonianza quanto mai importante nelle società secolarizzate del nostro tempo. È la pacifica battaglia dell’amore che ogni cristiano, come Paolo, deve instancabilmente combattere; la corsa per diffondere il Vangelo che ci impegna sino alla morte. Ci aiuti e ci assista, nella nostra quotidiana testimonianza, la Vergine Maria, Regina dei Martiri e Stella dell’Evangelizzazione”.

  Al termine della recita dell’Angelus, il Santo Padre si è rivolto ai 40.000 fedeli spagnoli – vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi e laici – che hanno partecipato alla cerimonia di Beatificazione di questa mattina.

  “Ringraziamo Dio” – ha detto il Papa in lingua spagnola – per il grande dono di questi eroici testimoni della fede che, mossi soltanto dal loro amore di Dio, hanno pagato con il sangue la fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Con la loro testimonianza hanno illuminato il nostro cammino spirituale fino alla santità e ci incoraggiano a donare la nostra vita come offerta di amore a Dio e ai fratelli”.

  “Nel contempo, con le loro parole e gesti di perdono nei confronti dei persecutori, i martiri ci esortano ad adoperarci instancabilmente a favore della misericordia, della riconciliazione e della convivenza pacifica”.

  “Vi invito di cuore” – ha detto ancora il Santo Padre – “a rafforzare ogni giorno di più la comunione ecclesiale, ad essere testimoni fedeli del Vangelo nel mondo, sentendo la gioia di essere membri vivi della Chiesa, vera sposa di Cristo”.

  Il Santo Padre Benedetto XVI ha concluso pregando i Nuovi Martiri affinché, per intercessione della Vergine Maria, Regina dei Martiri, intercedano per la Chiesa in Spagna e nel mondo, ed ha auspicato: “Che la fecondità del loro martirio produca frutti abbondanti di vita cristiana nei fedeli e nelle famiglie; che il sangue sparso sia seme di sante e numerose vocazioni sacerdotali, religiose e missionarie”.
ANG/MARTIRI/…                                   VIS 20071029 (590)

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ANGELUS: AIUTI SPIRITUALI E MATERIALI PER LE MISSIONI

ottobre 22, 2007
CITTA’ DEL VATICANO, 21 OTT. 2007 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata in Piazza del Plebiscito a Napoli, prima di recitare la preghiera mariana dell’Angelus, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto ai fedeli presenti un breve indirizzo.

  Rivolgendo un particolare saluto alle Delegazioni giunte da varie parti del mondo a Napoli per partecipare all’Incontro Internazionale per la Pace, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, sul tema: “Per un mondo senza violenza – Religioni e culture in dialogo”, il Santo Padre ha auspicato che: “anche questa importante iniziativa culturale e religiosa (possa) contribuire a consolidare la pace nel mondo”.

  “Preghiamo per questo. Ma preghiamo quest’oggi anche, e in modo speciale, per i missionari. Si celebra infatti la Giornata Missionaria Mondiale” – ha ricordato il Santo Padre – “che ha un motto assai significativo: ‘Tutte le Chiese per tutto il mondo’. Ogni Chiesa particolare è corresponsabile dell’evangelizzazione dell’intera umanità e questa cooperazione tra le Chiese fu incrementata dal Papa Pio XII con l’Enciclica ‘Fidei donum’, 50 anni or sono”.

  “Non facciamo mancare il nostro sostegno spirituale e materiale a quanti operano sulle frontiere della missione: sacerdoti, religiosi, religiose e laici, che non di rado incontrano nel loro lavoro gravi difficoltà, e talora persino persecuzioni”.

  Infine, riferendosi alla 45ma  Settimana Sociale dei cattolici italiani, tenutasi in questi giorni a Pistoia e Pisa, il Papa ha affermato:  “Molti sono i problemi e le sfide che stanno oggi davanti a noi. Si richiede un forte impegno di tutti, specialmente dei fedeli laici operanti nel campo sociale e politico, per assicurare ad ogni persona, e in particolare ai giovani, le condizioni indispensabili per sviluppare i propri talenti naturali e maturare generose scelte di vita a servizio dei propri familiari e dell’intera comunità”.
PV-ITALIA/ANGELUS/NAPOLI                           VIS 20071022 (300)

VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI A NAPOLI

ottobre 16, 2007
CITTA’ DEL VATICANO, 16 OTT. 2007 (VIS). Domenica prossima, 21 ottobre, il Santo Padre Benedetto XVI compirà una Visita Pastorale a Napoli (Italia), dove avrà luogo l’Incontro con i Capi delle Delegazioni che partecipano all’Incontro Internazionale per la Pace, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, ed in programma dal 21 al 23 ottobre.

  Alle 8:15, il Papa partirà in elicottero dell’eliporto vaticano ed alle 9:15 arriverà sul piazzale della Stazione Marittima nel Porto di Napoli, da dove, in auto panoramica, si trasferirà a Piazza del Plebiscito.

  Alle 10:00, nella medesima Piazza, il Santo Padre presiederà una Concelebrazione Eucaristica, al termine della quale reciterà l’Angelus Domini. Alle 12:15, in autovettura panoramica, il Papa si dirigerà al Seminario arcivescovile di Capodimonte e nell’Aula Magna del Seminario incontrerà i Capi delle Delegazioni che partecipano all’Incontro Internazionale per la Pace.

  Dopo il pranzo con i Cardinali, i Vescovi della Campania e con i partecipanti all’Incontro Internazionale per la Pace e il Seguito Papale, il Santo Padre si dirigerà, in autovettura panoramica, al Duomo di Napoli. Alle 16:30 il Papa si raccoglierà in adorazione del Santissimo Sacramento e venererà le reliquie di San Gennaro, Patrono della città, nella Cappella di San Gennaro.

  Alle 17:30, dalla Stazione Marittima nel Porto di Napoli, il Santo Padre ripartirà in elicottero per rientrare in Vaticano, dove l’arrivo è previsto alle 18:30.
BXVI-PROGRAMMA/VISITA PASTORALE/NAPOLI           VIS 20071016 (230)

ANGELUS: BENEDETTO XVI RICORDA GIOVANNI PAOLO II

ottobre 16, 2007
CITTÀ DEL VATICANO, 16 OTT. 2005 (VIS). L’omaggio a Giovanni Paolo II, nell’anniversario della sua elezione al Soglio Pontificio e la sintesi del suo Pontificato, sono stati i temi centrali della riflessione che il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato ai pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  “Ventisette anni or sono, in un giorno come questo” – ha ricordato il Santo Padre – “il Signore ha chiamato il Cardinale Karol Wojtyla, Arcivescovo di Cracovia, a succedere a Giovanni Paolo I, morto a poco più di un mese dalla sua elezione. Giovanni Paolo II, ‘venuto da un paese lontano’, fu riconosciuto quale autorità morale anche da tanti non cristiani e non credenti, come hanno dimostrato le commoventi manifestazioni di affetto in occasione della sua malattia e di vivo cordoglio dopo la sua morte. Presso la Sua tomba, nelle Grotte Vaticane, prosegue ancora ininterrotto il pellegrinaggio di tantissimi fedeli, ed anche questo costituisce un segno eloquente di quanto l’amato Giovanni Paolo II sia entrato nel cuore della gente”.

  “Possiamo definire Giovanni Paolo II come un Papa totalmente consacrato  a Gesù per mezzo di Maria, come era ben evidenziato nello Suo stemma: ‘Totus tuus’. Venne eletto nel cuore del mese del Rosario, e la corona che spesso teneva tra le mani è diventata uno dei simboli del suo Pontificato”.

  “In realtà, il Rosario” – ha spiegato Benedetto XVI – “non si contrappone alla meditazione della Parola di Dio e alla preghiera liturgica; rappresenta, anzi, un naturale ed ideale complemento, in particolare come preparazione e come ringraziamento alla Celebrazione Eucaristica. Il Cristo, incontrato nel Vangelo e nel Sacramento, lo contempliamo con Maria nei vari momenti della sua vita, grazie ai misteri gioiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi”.

  “Contemplativo e missionario: così è stato l’amato Papa Giovanni Paolo II. Lo è stato grazie all’intima unione con Dio, quotidianamente alimentata dall’Eucaristia e da prolungati tempi di orazione”.

  “Nell’ora dell’Angelus, a lui tanto cara” – ha concluso il Santo Padre – “è dolce e doveroso ricordarlo in questo anniversario, rinnovando a Dio il rendimento di grazie per aver donato alla Chiesa ed al mondo un così degno successore dell’Apostolo Pietro. La Vergine Maria ci aiuti a fare tesoro della sua preziosa eredità”.
ANG/GIOVANNI PAOLO II/…                                                       VIS 20051017 (360)

ASCOLTARE IL GRIDO DEI POVERI E LOTTARE CONTRO LA POVERTÀ

ottobre 16, 2007
CITTA’ DEL VATICANO, 16 OTT. 2005 (VIS). Al termine della recita dell’Angelus, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato la celebrazione, domani, della Giornata Mondiale della Lotta contro la Povertà, istituita da Padre Joseph Wresinski, Fondatore del Movimento “ATD Quarto Mondo”, che, il 17 ottobre 1987, collocò nella Piazza del Trocadero, a Parigi, una lapide per le vittime della povertà.

  “La povertà” – ha detto il Papa – “è un flagello contro il quale l’umanità deve lottare incessantemente. Noi siamo chiamati ad una solidarietà sempre maggiore, perché nessuno sia escluso dalla società”.

  “Le mie preghiere” – ha proseguito il Santo Padre – “sono dedicate ai poveri che lottano con coraggio per vivere nella dignità e che si preoccupano della famiglia e delle necessità dei loro fratelli. Saluto tutti coloro che si pongono al servizio dei bisognosi”.

  Infine Papa Benedetto ha invitato la Autorità civili e i responsabili della comunità internazionale “ad ascoltare il grido dei poveri e ad intensificare la loro azione nella lotta contro la povertà”.

  Successivamente il Pontefice ha ricevuto una Delegazione dell’Istituto per i Diritti dell’Uomo di Auschwitz, per l’assegnazione del “Premio Giovanni Paolo II”. Istituito  dopo la visita di Giovanni Paolo II ad Auschwitz-Birkenau nel 1979, il Premio, la cui giuria è presieduta dal Cardinale Franciszek Macharski, Arcivescovo emerito di Cracovia (Polonia), si propone di difendere e diffondere il messaggio papale di pace e di salvaguardia dei diritti umani e viene conferito alle personalità del mondo contemporaneo che nella loro attività quotidiana hanno messo in pratica le sue finalità.

  Quest’anno il Premio è stato attribuito al Vescovo Václav Maly, Ausiliare di Praga (Repubblica Ceca), che fu membro del Movimento dissidente “Carta 77” negli anni del regime comunista ed al giornalista polacco Stefan Wilkanowicz, Presidente della Fondazione di Cultura Cristiana Znak.
ANG/POVERTÀ/…                                   VIS 20051017 (310)

LA FEDE SI ESPRIME CON LA RICONOSCENZA

ottobre 15, 2007
CITTA’ DEL VATICANO, 14 OTT. 2007 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Commentando il Vangelo di questa domenica che presenta Gesù che guarisce dieci lebbrosi, dei quali solo uno, samaritano e dunque straniero, torna a ringraziarlo, il Santo Padre ha affermato: “Questa pagina evangelica ci invita ad una duplice riflessione. Innanzitutto fa pensare a due gradi di guarigione: uno, più superficiale, riguarda il corpo; l’altro, più profondo, tocca l’intimo della persona, quello che la Bibbia chiama il ‘cuore’, e da lì si irradia a tutta l’esistenza. La guarigione completa e radicale è la ‘salvezza’. Lo stesso linguaggio comune, distinguendo tra ‘salute’ e ‘salvezza’, ci aiuta a capire che la salvezza è ben più della salute: è infatti una vita nuova, piena, definitiva. Inoltre, qui Gesù, come in altre circostanze, pronuncia l’espressione: ‘La tua fede ti ha salvato'”.

  “È la fede che salva l’uomo” – ha proseguito il Pontefice – “ristabilendolo nella sua relazione profonda con Dio, con se stesso e con gli altri; e la fede si esprime nella riconoscenza. Chi, come il samaritano sanato, sa ringraziare, dimostra di non considerare tutto come dovuto, ma come un dono che, anche quando giunge attraverso gli uomini o la natura, proviene ultimamente da Dio. La fede comporta allora l’aprirsi dell’uomo alla grazia del Signore; riconoscere che tutto è dono, tutto è grazia. Quale tesoro è nascosto in una piccola parola: ‘grazie’!”.

  “La lebbra che realmente deturpa l’uomo e la società è il peccato” – ha proseguito il Pontefice – “sono l’orgoglio e l’egoismo che generano nell’animo umano indifferenza, odio e violenza. Questa lebbra dello spirito, che sfigura il volto dell’umanità, nessuno può guarirla se non Dio, che è Amore. Aprendo il cuore a Dio, la persona che si converte viene sanata interiormente dal male”.

  “‘Convertitevi e credete al Vangelo'” – ha detto ancora il Santo Padre ricordando che: “Gesù dette inizio alla sua vita pubblica con quest’invito, che continua a risuonare nella Chiesa, tanto che anche la Vergine Santissima nelle sue apparizioni (…), ha sempre rinnovato quest’appello. Oggi, pensiamo in particolare a Fátima dove, proprio 90 anni or sono, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917, la Vergine apparve ai tre pastorelli: Lucia, Giacinta e Francesco. Grazie ai collegamenti radiotelevisivi, vorrei rendermi spiritualmente presente in quel Santuario mariano, dove il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha presieduto a mio nome le celebrazioni conclusive di un così significativo anniversario. (…). Alla Madonna chiediamo per tutti i cristiani il dono di una vera conversione, perché sia annunciato e testimoniato con coerenza e fedeltà il perenne messaggio evangelico, che indica all’umanità la via dell’autentica pace”.
ANG/SALVEZZA:FATIMA/…                           VIS 20071015 (480)

APPELLO DEL PAPA LIBERAZIONE SACERDOTI RAPITI IN IRAQ

ottobre 15, 2007
CITTA’ DEL VATICANO, 14 OTT. 2007 (VIS). Al termine della recita dell’Angelus con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Papa ha lanciato un appello per la liberazione di due sacerdoti cattolici rapiti in Iraq.

  “Continuano a giungere quotidianamente dall’Iraq gravi notizie di attentati e violenze” – ha detto il Papa – “che scuotono la coscienza di quanti hanno a cuore il bene di quel Paese e la pace nella Regione. Tra queste, apprendo oggi la notizia del sequestro di due buoni sacerdoti dell’Arcidiocesi siro-cattolica di Mossul, minacciati di morte”.

  “Faccio appello ai rapitori perché rilascino prontamente i due religiosi e, nel ribadire ancora una volta che la violenza non risolve le tensioni, elevo al Signore un’accorata preghiera per la loro liberazione, per quanti soffrono violenza e per la pace”.
ANG/LIBERAZIONE SACERDOTI IRAQ/…                   VIS 20071015 (150)

MANTENERE VIVO SPIRITO MISSIONARIO

ottobre 8, 2007
CITTA’ DEL VATICANO, 7 OTT. 2007 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. Nell’introdurre la preghiera mariana il Papa ha ricordato la memoria della Beata Maria Vergine del Rosario che ricorre oggi e l’impegno missionario al quale il mese di ottobre è dedicato.

  “Il Rosario” – ha detto il Santo Padre – “è un mezzo donato dalla Vergine per contemplare Gesù e, meditandone la vita, amarlo e seguirlo sempre più fedelmente. È la consegna che la Madonna ha lasciato anche in diverse sue apparizioni. Penso, in particolare, a quella di Fatima avvenuta 90 anni fa. Ai tre pastorelli Lucia, Giacinta e Francesco, presentandosi come ‘la Madonna del Rosario’, raccomandò con insistenza di recitare il Rosario tutti i giorni, per ottenere la fine della guerra”.

  “Anche noi vogliamo accogliere la materna richiesta della Vergine, impegnandoci a recitare con fede la corona del Rosario per la pace nelle famiglie, nelle nazioni e nel mondo intero. Sappiamo, tuttavia, che la vera pace si diffonde là dove gli uomini e le istituzioni si aprono al Vangelo. Il mese di ottobre ci aiuta a ricordare questa fondamentale verità mediante una speciale animazione che tende a tener vivo l’anelito missionario in ogni comunità e a sostenere il lavoro di quanti – sacerdoti, religiosi, religiose e laici – operano sulle frontiere della missione della Chiesa”.

  “Con speciale cura ci prepariamo a celebrare, il prossimo 21 ottobre, la Giornata Missionaria Mondiale, che avrà come tema: ‘Tutte le Chiese per tutto il mondo'” – ha ricordato ancora il Papa – “L’annuncio del Vangelo resta il primo servizio che la Chiesa deve all’umanità, per offrire la salvezza di Cristo all’uomo del nostro tempo, in tante forme umiliato e oppresso, e per orientare in senso cristiano le trasformazioni culturali, sociali ed etiche che sono in atto nel mondo”.

  “Quest’anno un ulteriore motivo ci spinge ad un rinnovato impegno missionario: il 50° anniversario dell’Enciclica ‘Fidei donum’ del Servo di Dio Pio XII, che promosse e incoraggiò la cooperazione tra le Chiese per la missione ad gentes. Mi piace ricordare anche che 150 anni or sono partirono per l’Africa, precisamente per l’attuale Sudan, cinque preti e un laico dell’Istituto di Don Mazza di Verona. Tra loro vi era San Daniele Comboni, futuro Vescovo dell’Africa centrale e patrono di quelle popolazioni, la cui memoria liturgica ricorre il prossimo 10 ottobre”.
ANG/ROSARIO:MISSIONI/…                           VIS 20071008 (430)

CHI È DIMENTICATO DA TUTTI, DIO NON LO DIMENTICA

ottobre 1, 2007
CITTA’ DEL VATICANO, 30 SETT. 2007 (VIS). Nell’introdurre la preghiera dell’Angelus, l’ultimo recitato dal Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, dove ha trascorso buona parte della stagione estiva, il Santo Padre Benedetto XVI ha commentato la parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro, presentata nel Vangelo di Luca.

  “Il ricco impersona l’uso iniquo delle ricchezze da parte di chi le adopera per un lusso sfrenato ed egoistico pensando solamente a soddisfare se stesso, senza curarsi affatto del mendicante che sta alla sua porta” – ha spiegato il Papa – “Il povero, al contrario, rappresenta la persona di cui soltanto Dio si prende cura: a differenza del ricco, egli ha un nome, Lazzaro, abbreviazione di Eleazaro, che significa appunto ‘Dio lo aiuta’. Chi è dimenticato da tutti, Dio non lo dimentica; chi non vale nulla agli occhi degli uomini, è prezioso a quelli del Signore. Il racconto mostra come l’iniquità terrena venga ribaltata dalla giustizia divina: dopo la morte, Lazzaro è accolto ‘nel seno di Abramo’, cioè nella beatitudine eterna; mentre il ricco finisce ‘all’inferno tra i tormenti'”.

  “Si tratta di un nuovo stato di cose inappellabile e definitivo, per cui è durante la vita che bisogna ravvedersi, farlo dopo non serve a nulla. Questa parabola si presta anche ad una lettura in chiave sociale. Rimane memorabile quella fornita proprio quarant’anni fa dal Papa Paolo VI nell’Enciclica ‘Popolorum progressio’. Parlando della lotta contro la fame, egli scrisse: ‘Si tratta di costruire un mondo in cui ogni uomo … possa vivere una vita pienamente umana … dove il povero Lazzaro possa assidersi alla stessa mensa del ricco’ (n. 47). A causare le numerose situazioni di miseria sono – ricorda l’Enciclica – da una parte ‘le servitù che vengono dagli uomini’ e dall’altra ‘una natura non sufficientemente padroneggiata’”.

  Purtroppo certe popolazioni soffrono di entrambi questi fattori sommati” – ha detto il Santo Padre – “Come non pensare, in questo momento, specialmente ai Paesi dell’Africa subsahariana, colpiti nei giorni scorsi da gravi inondazioni? Ma non possiamo dimenticare tante altre situazioni di emergenza umanitaria in diverse regioni del pianeta, nelle quali i conflitti per il potere politico ed economico vengono ad aggravare realtà di disagio ambientale già pesanti”.

  “L’appello cui allora diede voce Paolo VI: ‘I popoli della fame interpellano in maniera drammatica i popoli dell’opulenza” (‘Populorum progressio, 3’), conserva oggi tutta la sua urgenza. Non possiamo dire di non conoscere la via da percorrere: abbiamo la Legge e i Profeti, ci dice Gesù nel Vangelo. Chi non vuole ascoltarli, non cambierebbe nemmeno se qualcuno dai morti tornasse ad ammonirlo”.

  “La Vergine Maria” – ha concluso il Pontefice – “ci aiuti ad approfittare del tempo presente per ascoltare e mettere in pratica questa parola di Dio. Ci ottenga di diventare più attenti ai fratelli in necessità, per condividere con loro il tanto o il poco che abbiamo, e contribuire, incominciando da noi stessi, a diffondere la logica e lo stile dell’autentica solidarietà”.
ANG/RICCHEZZA/CASTELGANDOLFO                       VIS 20071001 (500)

IL PAPA AUSPICA SOLUZIONE PACIFICA IN MYANMAR

ottobre 1, 2007
CITTA’ DEL VATICANO, 30 SETT. 2007 (VIS). Questa mattina, al termine della recita dell’Angelus dal Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Papa ha espresso l’auspicio che venga trovata una soluzione pacifica in Myanmar ed ha incoraggiato il dialogo fra le due Coree a beneficio della stabilità e della pace dell’intera regione.

  “Seguo con grande trepidazione” – ha detto Papa Benedetto XVI – “i gravissimi eventi di questi giorni in Myanmar e desidero esprimere la mia spirituale vicinanza a quella cara popolazione nel momento della dolorosa prova che sta attraversando. Mentre assicuro la mia solidale ed intensa preghiera e invito la Chiesa intera a fare altrettanto, auspico vivamente che venga trovata una soluzione pacifica, per il bene del Paese”.

  “Raccomando alla vostra preghiera” – ha detto il Papa ai fedeli – “anche la situazione della Penisola coreana dove alcuni importanti sviluppi nel dialogo fra le due Coree fanno sperare che gli sforzi di riconciliazione in atto possano consolidarsi a favore del popolo coreano e a beneficio della stabilità e della pace dell’intera regione”.

  Infine, rivolgendo parole di saluto ai pellegrini di lingua polacca, il Papa ha ricordato che oggi a Nysa, nella Diocesi Opole, ha avuto luogo “la Beatificazione della Serva di Dio Maria Luisa Merkert della Congregazione delle Suore di Santa Elisabetta (1817-1872). Ella si distinse per la sollecitudine verso i malati, i poveri e gli abbandonati. La testimonianza della vita di Maria Luisa sia per noi un incoraggiamento per vedere nei bisognosi il volto di Cristo. Di cuore, impartisco a tutti la mia benedizione”.
ANG/MYANMAR:COREA:BEATIFICAZIONE/…               VIS 20071001 (270)