GREGORIO DI NISSA: FINE DELL’UOMO RENDERSI SIMILE A DIO

CITTA’ DEL VATICANO, 5 SET. 2007 (VIS). Poco prima delle 10:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI è giunto in elicottero in Vaticano proveniente dalla residenza estiva di Castel Gandolfo, ed ha tenuto, in Piazza San Pietro, l’Udienza Generale del mercoledì, con la partecipazione di 16.000 persone.

  Continuando il ciclo di catechesi sui Padri della Chiesa, Benedetto XVI si è nuovamente soffermato sulla figura di San Gregorio di Nissa (335-395), sottolineando che il santo Vescovo “manifesta una concezione molto elevata della dignità dell’uomo”.

  “Il fine dell’uomo, dice il santo Vescovo” – ha spiegato il Papa – “è quello di rendersi simile a Dio, e questo fine lo raggiunge anzitutto attraverso l’amore, la conoscenza e la pratica della virtù, (…), in un movimento perpetuo di adesione al bene, come il corridore è proteso in avanti”.

  “La perfezione che vogliamo trovare non è una cosa conquistata per sempre; perfezione è questo rimanere in cammino, è una continua disponibilità ad andare avanti, perchè non si raggiunge mai la piena somiglianza con Dio; siamo sempre in cammino. La storia di ogni anima è quella di un amore ogni volta colmato, e allo stesso tempo aperto su nuovi orizzonti, perché Dio dilata continuamente le possibilità dell’anima, per renderla capace di beni sempre maggiori”.

  “In questo cammino di ascesa spirituale, Cristo è il modello e il maestro, che ci fa vedere la bella immagine di Dio. Ciascuno di noi, guardando a Lui, si ritrova ad essere ‘il pittore della propria vita’, che ha la volontà come esecutrice del lavoro e le virtù come colori di cui servirsi”.

  ? molto importante il valore che San Gregorio dà alla parola cristiano. “Cristiano” – ha proseguito Benedetto XVI – “è uno che porta il nome di Cristo e quindi deve assimilarsi a Lui anche nella vita. Noi cristiani col Battesimo ci assumiamo una grande responsabilità. Ma Cristo – ricorda Gregorio – è presente anche nei poveri, per cui essi non devono mai essere oltraggiati: ‘Non disprezzare costoro, che giacciono stesi, come se per questo non valessero niente. Considera chi sono, e scoprirai quale è la loro dignità: essi ci rappresentano la Persona del Salvatore”.

  “Gregorio, abbiamo detto, parla di salita: salita a Dio nella preghiera mediante la purezza del cuore; ma salita a Dio anche mediante l’amore per il prossimo. L’amore è la scala che guida verso Dio”.

  Al termine dell’Udienza il Santo Padre ha salutato nelle diverse lingue i presenti e, rivolgendosi ai Missionari e alle Missionarie della Carità, a Roma per commemorare il decimo anniversario della morte della Beata Madre Teresa di Calcutta, ha affermato: “Cari amici, la vita e la testimonianza di questa autentica discepola di Cristo, di cui proprio oggi celebriamo la memoria liturgica, sono un invito a voi e a tutta la Chiesa a servire sempre fedelmente Dio nei più poveri e bisognosi”.
AG/GREGORIO DE NISSA:MADRE TERESA/…                   VIS 20070905 (480)

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