IMITARE L’UMILTÀ DI MARIA E LA SUA RISPOSTA DEFINITIVA

CITTA’ DEL VATICANO, 2 SET. 2007 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina il Santo Padre è giunto in autovettura panoramica alla Piana di Montorso, a Loreto, dove ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica con la partecipazione di mezzo milione di giovani

  Rivolgendosi nell’omelia ai giovani presenti, che nella notte avevano partecipato ad una Veglia di preghiera, Papa Benedetto XVI ha detto: “Gesù Cristo, Dio fatto uomo, in Maria ha assunto la nostra stessa carne, ha preso parte alla nostra vita e ha voluto condividere la nostra storia. Per realizzare la sua Alleanza, Dio ha cercato un cuore giovane e lo ha trovato in Maria ‘giovane donna’”.

  “Ancora oggi Dio cerca cuori giovani, cerca giovani dal cuore grande, capaci di fare spazio a Lui nella loro vita per essere protagonisti della Nuova Alleanza”.

  “Cari giovani” – ha esortato il Santo Padre – “lasciatevi coinvolgere nella vita nuova che sgorga dall’incontro con Cristo e sarete in grado di essere apostoli della sua pace nelle vostre famiglie, tra i vostri amici, all’interno delle vostre comunità ecclesiali e nei vari ambienti nei quali vivete ed operate”.

  Facendo riferimento alla Santa Casa di Nazaret, il Papa ha detto che “è il santuario dell’umiltà: l’umiltà di Dio che si è fatto carne e l’umiltà di Maria che l’ha accolto nel suo grembo; l’umiltà del Creatore e l’umiltà della creatura”.

  Oggi, ha proseguito il Pontefice, “L’umile è percepito come un rinunciatario, uno sconfitto, uno che non ha nulla da dire al mondo. Invece questa è la vita maestra, e non solo perché l’umiltà è una grande virtù umana, ma perché, in primo luogo, rappresenta il modo di agire di Dio stesso”.

  Il Santo Padre ha lanciato ai giovani un messaggio: “Non seguite la via dell’orgoglio, bensì quella dell’umiltà. Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere”.

  Di quanti messaggi che ci arrivano soprattutto attraverso i mass media, “Siate vigilanti, siate critici” – ha ammonito il Papa –  “Non abbiate paura, cari amici, di preferire le vie ‘alternative’ indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune. Non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda: i vostri coetanei, ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo”.

  “Guardiamo soprattutto a Maria” – ha esortato il Pontefice – a “quel ‘sì’ di Dio all’umanità da cui scaturiscono tutti i ‘sì’ della nostra vita. Possiamo comprendere che la nostra fede non propone un insieme di divieti morali, ma un cammino gioioso alla luce del ‘sì’ di Dio. È vero, tante e grandi sono le sfide che dovete affrontare. La prima però rimane sempre quella di seguire Cristo fino in fondo, senza riserve e compromessi. E seguire Cristo significa sentirsi parte viva del suo corpo, che è la Chiesa. (…) Seguire Cristo, cari giovani, comporta inoltre lo sforzo costante di dare il proprio contributo all’edificazione di una società più giusta e solidale, dove tutti possano godere dei beni della terra”.

  “Uno dei campi, nei quali appare urgente operare, è senz’altro quello della salvaguardia del creato. (…) Prima che sia troppo tardi, occorre adottare scelte coraggiose, che sappiano ricreare una forte alleanza tra l’uomo e la terra. Serve un ‘sì’ deciso alla tutela del creato e un impegno forte per invertire quelle tendenze che rischiano di portare a situazioni di degrado irreversibile. Per questo ho apprezzato l’iniziativa della Chiesa italiana di promuovere la sensibilità sulle problematiche della salvaguardia del creato fissando una Giornata nazionale che cade proprio il 1° settembre”.

  Papa Benedetto XVI ha concluso l’omelia assicurando ai giovani la sua preghiera e il suo affetto “perché proseguiate con entusiasmo il cammino della ‘Agorà’, questo singolare percorso triennale di ascolto, di dialogo e di missione” e li ha invitati a partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù in programma nel luglio 2008 a Sydney (Australia).

  Al termine della Messa e prima della recita dell’Angelus, il Santo Padre ha affermato che: “Loreto, dopo Nazaret, è il luogo ideale per pregare meditando il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio”.

  Infine il Papa ha spiegato che esiste “un legame reciproco tra la piazza (l’Agorà) e la casa (la Santa Casa di Loreto). La piazza, ha precisato “è il luogo dell’incontro con gli altri, del dialogo, del confronto; la casa invece è il luogo del raccoglimento e del silenzio interiore, dove la Parola può essere accolta in profondità. Per portare Dio nella piazza, bisogna averlo prima interiorizzato nella casa, come Maria nell’Annunciazione. E viceversa, la casa è aperta sulla piazza: lo suggerisce anche il fatto che la Santa Casa di Loreto ha tre pareti, non quattro: è una Casa aperta, aperta sul mondo, sulla vita, anche su questa Agorà dei giovani italiani”.
PV-ITALIA/MESSA:ANGELUS/LORETO                   VIS 20070903 (870)

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