DICHIARAZIONE COMUNE BENEDETTO XVI E CHRYSOSTOMOS II

CITTA’ DEL VATICANO, 16 GIU. 2007 (VIS). Al termine dell’incontro privato di questa mattina e dello scambio di discorsi, Papa Benedetto XVI e Sua Beatitudine Chrysostomos II hanno firmato una Dichiarazione Comune in presenza dei Membri della Delegazione Ortodossa Cipriota e della Delegazione Cattolica.

  Il Santo Padre e l’Arcivescovo di Nuova Giustiniana e tutta Cipro hanno dichiarato la loro “sincera e ferma disposizione, in obbedienza alla volontà di Nostro Signore Gesù Cristo, ad intensificare la ricerca della piena unità tra tutti i cristiani, attivando ogni sforzo a noi possibile e considerato utile alla vita delle nostre comunità. Desideriamo che i fedeli cattolici ed ortodossi di Cipro vivano fraternamente  e nella piena solidarietà fondata sulla comune fede nel Cristo Risorto. Vogliamo inoltre sostenere e promuovere il dialogo teologico, che attraverso la competente Commissione Internazionale si appresta ad affrontare le questioni più ardue che hanno segnato la vicenda storica della divisione. È necessario raggiungere un sostanziale accordo per la piena comunione nella fede, nella vita sacramentale e nell’esercizio del ministero pastorale”.

  “Nel nostro incontro” – scrivono Papa Benedetto XVI e Sua Beatitudine Chrysostomos – “abbiamo considerato le contingenze storiche in cui vivono le nostre Chiese. In particolare, abbiamo esaminato la situazione di divisione e di tensioni che caratterizzano da oltre un trentennio l’Isola di Cipro, con i tragici problemi quotidiani che intaccano anche la vita delle nostre comunità e delle singole famiglie. Abbiamo considerato, più ampiamente, la situazione del Medio Oriente, dove la guerra e i contrasti tra i popoli rischiano di estendersi con disastrose conseguenze. Abbiamo invocato la pace ‘che viene dall’alto’. Le nostre Chiese intendono svolgere un ruolo di pacificazione nella giustizia e nella solidarietà e, affinché tutto ciò si realizzi, è nostro desiderio promuovere le fraterne relazioni fra tutti i cristiani ed un leale dialogo tra le diverse religioni presenti e operanti nella Regione”.

  “Rivolgiamo, pertanto, questo appello a tutti quelli che, ovunque, nel mondo, alzano la mano contro i propri fratelli, esortandoli con fermezza a deporre le armi e ad operare perché siano sanate le ferite causate dalla guerra. Li invitiamo, inoltre, ad adoperarsi affinché i diritti umani siano difesi sempre, in ogni Nazione (…). Così pure, fra i diritti umani da tutelare, va annoverato come primario quello della libertà di religione. Non rispettarlo” – scrivono il Pontefice e Sua Beatitudine Chrysostomos – “costituisce una gravissima offesa alla dignità dell’uomo, che viene colpito nell’intimo del cuore dove abita Dio. E così profanare, distruggere e saccheggiare i luoghi di culto di qualsiasi religione, rappresenta un atto contro l’umanità e la civiltà dei popoli”.

  “In un tempo di crescente secolarizzazione e di relativismo, cattolici e ortodossi in Europa sono chiamati a offrire una rinnovata testimonianza comune sui valori etici pronti sempre a dare ragione della loro fede in Gesù Cristo Signore e Salvatore. L’Unione Europea, che non potrà limitarsi a una cooperazione meramente economica, necessita di solide basi culturali, di condivisi riferimenti etici e di apertura alla dimensione religiosa. Occorre vivificare le radici cristiane dell’Europa, che hanno reso grande la sua civiltà nei secoli, e riconoscere che la tradizione cristiana occidentale e quella orientale hanno, in questo senso, un compito comune importante da svolgere”.

  Papa Benedetto XVI e Sua Beatitudine Chrysostomos sottolineano inoltre che: “Il ricco patrimonio di fede e la solida tradizione cristiana delle nostre terre, devono spingere cattolici ed ortodossi ad un rinnovato slancio nell’annunciare il Vangelo al nostro tempo, per essere fedeli alla nostra vocazione cristiana e nel rispondere alle esigenze del mondo d’oggi”.

  “Seria preoccupazione suscita il modo in cui vengono affrontate le questioni concernenti la bioetica. (…).  Lo sfruttamento dell’essere umano, le sperimentazioni abusive, gli esperimenti di una genetica che non rispetta i valori etici arrecano offesa alla vita, attentano all’incolumità e alla dignità di ogni persona umana e non possono né devono essere giustificati o permessi in nessun momento della sua esistenza”.

  Il Santo Padre e Sua Beatitudine invitano infine “i responsabili delle Nazioni a favorire e promuovere una giusta ripartizione delle risorse della terra, in spirito di solidarietà con i poveri e con tutti gli indigenti del mondo”.

  Al termine della Dichiarazione, Papa Benedetto XVI e Sua Beatitudine Chrysostomos esprimono preoccupazione “per il rischio della distruzione del creato” e ribadiscono che: “L’uomo l’ha ricevuto perché con esso possa realizzare il disegno di Dio”, per cui l’ambiente “esige rispetto e tutela da parte di tutti quelli che l’abitano”.
AC/DICHIARAZIONE COMUNE/CRYSOSTOMOS II               VIS 20070618 (730)

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