CHIUSURA PER RESTAURI BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA

CITTA’ DEL VATICANO, 8 MAG. 2007 (VIS). La Biblioteca Apostolica Vaticana chiuderà al pubblico per un periodo di tre anni a partire dal 14 luglio prossimo, per il restauro di un’ala dell’edificio cinquecentesco.

  L’ala che ospita la Biblioteca Apostolica Vaticana necessita di massicci interventi strutturali, come il rafforzamento dei pavimenti che danno pericolosi segni di cedimento, l’adeguamento di ampie porzioni della costruzione alle norme di sicurezza, lo spostamento di alcuni settori per un più razionale svolgimento del lavoro.

  In un articolo dello “L’Osservatore Romano”  si legge: “Alla decisione della chiusura totale si è giunti solo dopo aver valutato diverse altre possibilità per porre rimedio alla situazione. Nei mesi scorsi è stato fatto tutto quanto si poteva senza interrompere la frequenza degli studiosi – si contano circa 20.000 presenze ogni anno – compreso il trasferimento di circa 300.000 volumi per alleggerire alcuni pavimenti”.

  Nel periodo di chiusura al pubblico rimarranno in ogni caso attive tutte le altre funzioni della Biblioteca, compresa la riproduzione fotografica dei manoscritti per le ricerche degli studiosi.

  Fondatore della Biblioteca Apostolica Vaticana fu il Papa umanista Niccolò V (1447-1455), nel 1448, che trovò già in Vaticano 350 codici latini, greci ed ebraici, ereditati dai predecessori. Nei secoli precedenti, le collezioni erano custodite nel Palazzo del Laterano (fino alla fine del secolo XIII), e ad Avignone (nel periodo della residenza dei Papi). Fra il 1370, al ritorno della sede pontificia a Roma, e il 1447, la Biblioteca si disperse, parte a Roma, ad Avignone ed in altri luoghi.

  La fondazione propriamente detta avvenne con Papa Sisto IV che con la bolla “Ad decorem militantis Ecclesiae” del 15 giugno 1475 la dotò di rendite e nominò il primo Bibliotecario, il mantovano Bartolomeo Platina, che compilò un primo catalogo nel 1481. La raccolta pontificia che a quel tempo custodiva oltre 3.500 manoscritti era, in quel momento, la maggiore d’Europa. Nel 1587 Papa Sisto V incaricò l’architetto Domenico Fontana delle costruzione dalle fondamenta di una nuova e più ampia sede, edificio che tuttora ospita la Biblioteca.

  Nel 1623, la Biblioteca Palatina di Heidelberg, venuta in mano del Duca di Baviera Massimiliano I, costituta da 3.500 manoscritti, fu da questi donata a Papa Gregorio XV, in riconoscimento degli aiuti dalla Santa Sede durante la Guerra dei Trent’Anni. Nel 1657 furono acquistati i manoscritti della Biblioteca dei Duchi di Urbino e nel 1689 i manoscritti già raccolti dalla Regina Cristina di Svezia.

  La Biblioteca Apostolica Vaticana contiene oggi 75.000 manoscritti, 1.600.000 libri e 8.300 incunaboli. L’Archivio Segreto Vaticano, distaccato dalla Biblioteca all’inizio del XVII secolo, contiene 150.000 volumi. Tra i pezzi più famosi della Biblioteca c’è il “Codex Vaticanus”, il più antico manoscritto della Bibbia che si conosca.
…/RESTAURI/BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA         VIS 20070508 (470)

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