"LA VOCAZIONE AL SERVIZIO DELLA CHIESA COMUNIONE"

CITTA’ DEL VATICANO, 24 APR. 2007 (VIS). Oggi è stato pubblicato il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLIV Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni che si celebra il 29 aprile prossimo, IV Domenica di Pasqua, sul tema: “La vocazione al servizio della Chiesa comunione”.

  Di seguito riportiamo ampi estratti del testo, datato 10 febbraio e pubblicato in lingua spagnola, inglese, francese, italiana, tedesca, portoghese e polacca.

  “La prima comunità cristiana ebbe a costituirsi, nel suo nucleo originario, quando alcuni pescatori di Galilea, incontrato Gesù, si lasciarono conquistare dal suo sguardo, dalla sua voce ed accolsero questo pressante suo invito: ‘Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini!’ (Mc l, 17; cfr Mt 4,19)”.

  “In verità, Dio ha sempre scelto alcune persone per collaborare in maniera più diretta con Lui alla realizzazione del suo disegno salvifico. Nell’Antico Testamento all’inizio chiamò Abramo per formare ‘un grande popolo’ (Gn 12,2), e in seguito Mosè per liberare Israele dalla schiavitù d’Egitto (cfr Es 3, 10). (…) Nel Nuovo Testamento, Gesù, il Messia promesso, invitò singolarmente gli Apostoli a stare con Lui (cfr Mc 3,14) e a condividere la sua missione. (…) La missione della Chiesa si fonda pertanto su un’intima e fedele comunione con Dio”.

  “La Costituzione ‘Lumen gentium’ del Concilio Vaticano II descrive la Chiesa come ‘un popolo radunato dall’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo’ (n. 4), nel quale si rispecchia il mistero stesso di Dio. Ciò comporta che in esso si rifletta l’amore trinitario e, grazie all’opera dello Spirito Santo, tutti i suoi membri formino ‘un solo corpo ed un solo spirito’ in Cristo. Soprattutto quando si raduna per l’Eucaristia questo popolo, organicamente strutturato sotto la guida dei suoi Pastori, vive il mistero della comunione con Dio e con i fratelli. L’Eucaristia è la sorgente di quell’unità ecclesiale per la quale Gesù ha pregato alla vigilia della sua passione: ‘Padre … siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato’ (Gv 17,2 1)”.

  “Questa intensa comunione favorisce il fiorire di generose vocazioni al servizio della Chiesa: il cuore del credente, ripieno di amore divino, è spinto a dedicarsi totalmente alla causa del Regno. Per promuovere le vocazioni è dunque importante una pastorale attenta al mistero della Chiesa-comunione, perché chi vive in una comunità ecclesiale concorde, corresponsabile, premurosa, impara certamente più facilmente a discernere la chiamata del Signore”.

  “La cura delle vocazioni esige pertanto una costante ‘educazione’ ad ascoltare la voce di Dio (…). Ora l’ascolto docile e fedele non può avvenire che in un clima di intima comunione con Dio. E questo si realizza innanzitutto nella preghiera. Secondo l’esplicito comando del Signore, noi dobbiamo implorare il dono delle vocazioni in primo luogo pregando instancabilmente e insieme il ‘padrone della messe’. L’invito è al plurale: ‘Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe’ (Mt 9,38). Questo invito del Signore ben corrisponde allo stile del ‘Padre nostro’ (Mt 6,9) (…). In questa chiave è illuminante anche un’altra espressione di Gesù: ‘Se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà’ (Mt 18,19). Il buon Pastore ci invita dunque a pregare il Padre celeste, a pregare uniti e con insistenza, perché Egli mandi vocazioni al servizio della Chiesa-comunione”.

  “È indispensabile che all’interno del popolo cristiano ogni ministero e carisma sia orientato alla piena comunione, ed è compito del Vescovo e dei presbiteri favorirla in armonia con ogni altra vocazione e servizio ecclesiali. Anche la vita consacrata, ad esempio, nel suo ‘proprium’ è al servizio di questa comunione, come viene posto in luce nell’Esortazione apostolica post-sinodale Vita consecrata dal mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II: ‘La vita consacrata ha sicuramente il merito di aver efficacemente contribuito a tener viva nella Chiesa l’esigenza della fraternità come confessione della Trinità. Con la costante promozione dell’amore fraterno anche nella forma della vita comune, essa ha rivelato che la partecipazione alla comunione trinitaria può cambiare i rapporti umani, creando un nuovo tipo di solidarietà’ (n. 41)”.

  “Cari fratelli e sorelle che il Signore chiama a vocazioni particolari nella Chiesa, vorrei affidarvi in modo speciale a Maria, perché Lei, che più di tutti ha compreso il senso delle parole di Gesù: ‘Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica’ (Lc 8,2 1), vi insegni ad ascoltare il suo divin Figlio. Vi aiuti a dire con la vita: ‘Eccomi, o Dio, io vengo a fare la tua volontà (cfr Eb 10,7)'”.
MESS/GIORNATA PREGHIERA VOCAZIONI/…               VIS 20070424 (820)

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