CONFESSIONE: INCONTRO CON LA MISERICORDIA DI DIO

CITTA’ DEL VATICANO, 30 MAR. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Liturgia Penitenziale con migliaia di giovani della Diocesi di Roma, in preparazione alla celebrazione della XXII Giornata Mondiale della Gioventù, il prossimo 1° aprile, Domenica della Palme, sul tema: “Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34).

  “Nel cuore di ogni uomo, mendicante di amore, c’è sete di amore” – ha detto il Papa nell’omelia – “Ancor più il cristiano non può vivere senza amore. Anzi, se non incontra l’amore vero non può dirsi nemmeno pienamente cristiano, perché, come ho rilevato nell’Enciclica ‘Deus caritas est’, ‘all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva’ (n. 1)”.

  “L’amore di Dio per noi, iniziato con la creazione, si è fatto  visibile nel mistero della Croce, in quella kenosi di Dio, in quello svuotamento ed umiliante abbassamento del Figlio di Dio che abbiamo sentito proclamare dall’apostolo Paolo nella prima Lettura, nel magnifico inno a Cristo della Lettera ai Filippesi. Sì, la Croce rivela la pienezza dell’amore di Dio per noi. Un amore crocifisso, che non si ferma allo scandalo del Venerdì Santo, ma culmina nella gioia della Risurrezione e Ascensione al cielo e nel dono dello Spirito Santo, Spirito dell’amore per mezzo del quale, anche questa sera, saranno rimessi i peccati e concessi il perdono e la pace”.

  “L’amore di Dio per l’uomo” – ha proseguito il Pontefice – “che si esprime in pienezza sulla Croce, è descrivibile con il termine agape, ossia ‘amore oblativo che cerca esclusivamente il bene dell’altro’, ma pure con il termine eros. Infatti, mentre è amore che offre all’uomo tutto ciò che Dio è, (…),  è anche un amore dove il ‘cuore stesso di Dio, l’Onnipotente, attende il ‘sì’ delle sue creature (…). Ma nel sacrificio della Croce Dio continua a riproporre il suo amore, la sua passione per l’uomo, quella forza che, come si esprime lo Pseudo Dionigi, ‘non permette all’amante di rimanere in se stesso, ma lo spinge a unirsi all’amato’, venendo a ‘mendicare’ l’amore della sua creatura”.

  “Cari giovani della Diocesi di Roma, con il Battesimo voi siete già nati a vita nuova in virtù della grazia di Dio. Poiché però questa vita nuova non ha soppresso la debolezza della natura umana, né l’inclinazione al peccato, vi è data l’opportunità di accostarvi al Sacramento della confessione. (…) Sperimentate così il ‘perdono dei peccati; la riconciliazione con la Chiesa; il ricupero, se perduto, dello stato di grazia; la remissione della pena eterna meritata a causa dei peccati mortali e, almeno in parte, delle pene temporali che sono conseguenza del peccato; la pace e la serenità della coscienza, e la consolazione dello spirito; l’accrescimento delle forze spirituali per il combattimento cristiano'”.

  “Nella seconda parte del comandamento nuovo il Signore dice: ‘Amatevi anche voi gli uni gli altri’ (Gv 13,34). Certamente Egli attende che ci lasciamo attrarre dal suo amore e ne sperimentiamo tutta la grandezza e bellezza, ma non basta! Cristo ci attira a sé per unirsi a ciascuno di noi, affinché, a nostra volta, impariamo ad amare i fratelli con lo stesso suo amore”.

  “Uscendo da questa celebrazione, con i cuori ricolmi dell’esperienza dell’amore di Dio, siate preparati ad ‘osare’ l’amore nelle vostre famiglie, nei rapporti con i vostri amici e anche con chi vi ha offeso. Siate preparati ad incidere con una testimonianza autenticamente cristiana negli ambienti di studio e di lavoro, ad impegnarvi nelle comunità parrocchiali, nei gruppi, nei movimenti, nelle associazioni e in ogni ambito della società”.

  “Voi, giovani fidanzati, vivete il fidanzamento nell’amore vero, che comporta sempre il reciproco rispetto, casto e responsabile. Se il Signore chiama alcuni di voi, cari giovani amici di Roma, ad una vita di particolare consacrazione siate pronti a rispondere con un ‘sì’ generoso e senza compromessi”.

  “Cari ragazzi e ragazze” – ha concluso il Pontefice – “il mondo aspetta questo vostro contributo per l’edificazione della ‘civiltà dell’amore’. (…) Non perdetevi d’animo ed abbiate sempre fiducia in Cristo e nella Chiesa!”.

  Al termine della Liturgia Papa Benedetto XVI, indossando una stola viola, è entrato nel confessionale per amministrare il Sacramento della Riconciliazione a sei giovani. C’erano anche cinquantacinque sacerdoti che hanno confessato i giovani nella Basilica di San Pietro.
HML/PENITENZA/…                                       VIS 20070330 (750)

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