APPELLO CATTOLICI ED EBREI RISPETTO RELIGIONE

CITTA’ DEL VATICANO, 21 MAR. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico un Comunicato relativo alla recente Riunione della Commissione Bilaterale della Delegazione della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l’Ebraismo e la Delegazione dei Rapporti con la Chiesa Cattolica del Gran Rabbinato di Gerusalemme.

  Il Comunicato precisa che il tema della settima Riunione della Commissione, che ha avuto luogo a Gerusalemme dall’11 al 13 marzo, presieduta dal Cardinale Jorge Majía e dal Rabbino Capo Shear Yashuv Cohen, è stato: “Libertà religiosa e di coscienza e suoi limiti”.

  “La libertà di scelta” – si legge nel Comunicato – “deriva da Dio e perciò non è assoluta, ma deve riflettere la volontà e la legge divina. Di conseguenza gli esseri umani sono chiamati ad obbedire liberamente alla volontà divina come si manifesta nella Creazione e nella Sua parola rivelata”.

  I Rappresentanti ebraici e cattolici affermano che: “La società secolare ha ancora bisogno di fondamenti religiosi per sostenere valori morali duraturi. Fra questi, di vitale importanza è il principio della santità della vita e della dignità umana”.

  Nel Comunicato viene ribadito inoltre che: “Mentre in linea di principio lo Stato non deve limitare la libertà di religione individuale e collettiva, né la libertà di coscienza, ha, al contrario, la responsabilità di garantire il benessere e la sicurezza della società. Di conseguenza lo Stato deve intervenire ogniqualvolta che tali diritti siano minacciati dalla promozione, insegnamento ed esercizio della violenza e specificatamente dal terrorismo e dalla manipolazione psicologica in nome della religione”.

  “È legittimo per una società con una predominante identità religiosa preservare il proprio carattere, senza però limitare la libertà di minoranze e di individui di professare la propria religione, né di limitare i pieni diritti civili ed lo stato di cittadini, individui e comunità”.

  I Rappresentanti religiosi, si legge ancora nel Comunicato, “hanno perciò un obbligo particolare nei riguardi dei responsabili religiosi e delle comunità nell’impedire l’uso improprio della religione e nell’educare al rispetto per la diversità, essenziale per assicurare una società sana, stabile e pacifica. Al riguardo, la famiglia, la scuola, le Autorità civili, la società ed i mezzi di comunicazione hanno la particolare responsabilità di trasmettere questi valori alla future generazioni”.

  La Dichiarazione della Commissione bilaterale, conclude il Comunicato, lancia un appello ai responsabili religiosi e politici “ad operare con fermezza per promuovere la pace, la dignità, la sicurezza e la tranquillità in Terra Santa per tutte le sue popolazioni e per il mondo nel suo complesso”.
…/COMMISSIONE CATTOLICI EBRAISMO/MEJÍA               VIS 20070321 (430)

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