COSCIENZA CRISTIANA E DIRITTO ALLA VITA

CITTA’ DEL VATICANO, 20 FEB. 2007 (VIS). Alle ore 11:30 di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Congresso Internazionale “La coscienza cristiana a sostegno del diritto alla vita”, promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita, in programma in Vaticano, il 23 e 24 febbraio prossimo.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Vescovo Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita; il Vescovo Anthony Fisher, Ausiliare dell’Arcidiocesi di Sydney (Australia) e Professore di Bioetica e Teologia Morale presso l’Istituto Giovanni Paolo II di Sydney; il Professor Monsignor Jean Laffitte, Vice-Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e Professore di Antropologia e di Spiritualità coniugale presso l’Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia e la Professoressa Mónica López Barahona, Biologa, Professoressa di Bioetica e Direttore dell’Istituto di Bioetica presso l’Università Francisco de Vitoria di Madrid (Spagna).

  Il Vescovo Sgreccia ha precisato che nello scegliere il tema del Congresso di quest’anno la Pontificia Accademia per la Vita ha inteso “anzitutto sottolineare il ruolo della coscienza cristiana e l’urgenza della sua formazione nel contesto attuale” ed “indicare il fondamento, la specificità e i compiti di una ‘coscienza’ illuminata dalla fede, pur  nella necessità di un dialogo con il mondo laico e il pluralismo delle culture”.

  Riguardo alla questione dell’obiezione di coscienza, tema che sarà affrontato nella seconda giornata di lavori del Congresso, il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita ha precisato che: “se accompagnata da amore di verità e ad ogni persona,  non è una fuga dalle responsabilità, ma al contrario un’assunzione di una testimonianza di aiuto. Oggi, in questo settore della vita e della sanità, si presenta tutta una serie di nuove fattispecie e situazioni dove i medici e altre figure collegate alla loro attività, sono chiamati a porre in atto l’istanza dell’obiezione”.

  All’intervento del Vescovo Elio Sgreccia, ha fatto seguito l’intervento del domenicano Vescovo Anthony Fisher, che ha affrontato in primo luogo “la questione di cosa sia e non sia la coscienza, e quale autorità morale abbia la coscienza”.

  “Il classico concetto cristiano di coscienza” – ha detto il Vescovo Fisher – “è quello della naturale percezione dei principi fondamentali della morale, delle loro applicazioni in particolari circostanze e il giudizio finale su ciò che si deve o si è dovuto fare. (…) La coscienza deve essere ben informata e ben formata”.

  “Tratterò anche dell’autorità della Chiesa in quanto maestra della morale e formatrice/informatrice della coscienza, delle idee del ‘Magistero’, ‘dell’assenso incondizionato della fede’ e ‘dell’assenso religioso’ e del ‘dissenso’. (…) Un conflitto fra la Chiesa in quanto maestra e la coscienza individuale è sempre possibile. Come risolverlo?”.

  “Infine affronto la problematica di coloro che oppongono la coscienza al Magistero (…). Identifico due utili correnti del pensiero contemporaneo: la chiamata ‘comunitaria’ a pensare con la propria comunità morale e gli approcci della ‘ragione pratica’ verso la maturazione della coscienza. In questa prospettiva il Magistero ‘non è una fonte esterna di pensiero morale al quale si oppone la coscienza privata: esso ‘informa’ la coscienza proprio come l’anima informa il corpo, conferendogli forma e direzione dal di dentro”.

  Il Professor Monsignor Laffitte ha detto in merito al concetto di tolleranza che “Cessando di essere una espressione della classica virtù della prudenza e quindi di essere una virtù pratica, la tolleranza ideologica si è erta al rango di virtù teorica”.

  La tolleranza ideologica – ha proseguito il Vice-Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, è “sempre legata ad una concezione individualistica della coscienza morale, vista come una monade autonoma nelle sue scelte: nel migliore dei casi, le norme recepite dall’autorità morale, dalla tradizione sociale, dalle istruzioni dell’autorità religiosa, saranno considerate come delle indicazioni, senza dubbio interessanti, o delle opinioni stimolanti per la riflessione; ma in ogni caso tali norme non coinvolgeranno il soggetto morale”.

  La Professoressa Mónica López Barahona ha ricordato che: “L’uomo è un essere libero che definisce il suo comportamento e forgia la sua volontà in una serie di principi etici e religiosi. La lealtà a tali principi comporta il diritto e la necessità dell’obiezione di coscienza”.

  “Siamo stati testimoni” – ha proseguito la Professoressa López Barahona – “di continue concessioni alla ricerca scientifica da parte del legislatore, concessioni che necessitano di solido ragionamento per presentare la consacrazione della bioetica mediante la legge, come protezione della persona, mentre tali concessioni rappresentano in realtà nuove esenzioni a favore della ricerca biomedica, senza considerare se essa tenga o meno in conto la piena dignità della vita umana”.
OP/CONGRESSO ACCADEMIA VITA/SGRECCIA               VIS 20070220 (750)

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