CATECHESI DEDICATA RECENTE VIAGGIO APOSTOLICO TURCHIA

CITTA’ DEL VATICANO, 6 DIC. 2006 (VIS). L’Udienza Generale di questo mercoledì si è tenuta dapprima nella Basilica Vaticana, dove erano convenuti fedeli di diverse città d’Italia e successivamente nell’Aula Paolo VI, dove il Papa ha incontrato i pellegrini provenienti da altri paesi.

  Salutando in particolare i fedeli delle Diocesi del Lazio, che accompagnavano i Vescovi in occasione della Visita “ad Limina Apostolorum”, il Santo Padre ha detto: “Cari amici, vi incoraggio ad approfondire sempre di più la vostra vita di fede, tenendo ben presenti gli orientamenti emersi dal recente incontro della Chiesa Italiana a Verona”, dell’ottobre scorso.

  “Una coraggiosa azione evangelizzatrice” – ha ribadito Benedetto XVI – “ne siamo certi, susciterà l’auspicato rinnovamento dell’impegno dei cattolici nella società, anche nel Lazio. Compito primario dell’evangelizzazione è indicare in Cristo Gesù il Salvatore di ogni uomo. Non stancatevi di affidarvi a Lui e di annunciarlo con la vostra vita in famiglia e in ogni ambiente. È questo che gli uomini anche oggi attendono dalla Chiesa e dai cristiani”.

  Successivamente il Santo Padre ha raggiunto l’Aula Paolo VI dove erano ad attenderlo i pellegrini provenienti dall’estero ed ha proseguito l’udienza dedicando la catechesi di oggi al Viaggio Apostolico in Turchia, svoltosi dal 28 novembre al 1° dicembre scorso.

  “Anche i viaggi pastorali del Papa contribuiscono a realizzare la sua missione che si snoda ‘a cerchi concentrici'” – ha detto Benedetto XVI spiegando che: “Nel cerchio più interno il Successore di Pietro conferma nella fede i cattolici, in quello intermedio incontra gli altri cristiani, in quello più esterno si rivolge ai non cristiani e all’intera umanità”.

  All’ultimo cerchio corrisponde la prima giornata della Visita del Papa in Turchia e l’incontro con le Autorità civili. “Questa intensa serie di incontri ha costituito una parte importante della Visita” – ha detto il Benedetto XVI – “specialmente in considerazione del fatto che la Turchia è un Paese a larghissima maggioranza musulmana, regolato però da una Costituzione che afferma la laicità dello Stato. È dunque un Paese emblematico in riferimento alla grande sfida che si gioca oggi a livello mondiale: da una parte, cioè, occorre riscoprire la realtà di Dio e la rilevanza pubblica della fede religiosa, e dall’altra assicurare che l’espressione di tale fede sia libera, priva di degenerazioni fondamentaliste, capace di ripudiare fermamente ogni forma di violenza”.

  Il Papa ha ricordato di aver insistito “sull’importanza che cristiani e musulmani si impegnino insieme per l’uomo, per la vita, per la pace e la giustizia” ed ha ribadito “che la distinzione tra la sfera civile e quella religiosa costituisce un valore e che lo Stato deve assicurare al cittadino e alle comunità religiose l’effettiva libertà di culto. Nell’ambito del dialogo interreligioso, la divina Provvidenza mi ha concesso di compiere, quasi alla fine del mio viaggio, un gesto inizialmente non previsto, e che si è rivelato assai significativo: la visita alla celebre Moschea Blu di Istanbul. Sostando qualche minuto in raccoglimento in quel luogo di preghiera, mi sono rivolto all’unico Signore del cielo e della terra, Padre misericordioso dell’intera umanità”.

  “La seconda giornata mi ha portato ad Efeso” – ha proseguito il Pontefice – “e dunque rapidamente mi sono trovato nel ‘cerchio’ più interno del viaggio, a contatto diretto con la Comunità cattolica. (…) Presso la ‘Casa di Maria’ ci siamo sentiti davvero ‘a casa’, e in quel clima di pace abbiamo pregato per la pace in Terra Santa e nel mondo intero”.

  “Il ‘cerchio’ intermedio, quello dei rapporti ecumenici, ha occupato la parte centrale di questo viaggio, avvenuto in occasione della festa di Sant’Andrea, il 30 novembre”. In questo ambito, Papa Benedetto XVI ha ricordato di aver rinnovato, sulle orme di Papa Paolo VI, che incontrò il Patriarca Atenagora e di Papa Giovanni Paolo II, che fu accolto da Dimitrios I, “con Sua Santità Bartolomeo I questo gesto di grande valore simbolico, per confermare l’impegno reciproco di proseguire sulla strada verso il ristabilimento della piena comunione tra cattolici ed ortodossi. A sancire tale fermo proposito ho sottoscritto insieme con il Patriarca Ecumenico una ‘Dichiarazione Congiunta’, che costituisce un’ulteriore tappa in questo cammino”

  Sempre nell’ambito dei rapporti ecumenici il Papa ha ricordato gli incontri con il Patriarca della Chiesa Armena Apostolica, il Metropolita Siro-Ortodosso ed il Gran Rabbino di Turchia.

  “La mai visita si è conclusa” – ha detto infine il Papa – “ritornando al ‘cerchio’ più interno, e cioè incontrando la Comunità cattolica presente in ogni sua componente nella Cattedrale latina dello Spirito Santo, ad Istanbul. Hanno assistito a questa Santa Messa pure il Patriarca Ecumenico, il Patriarca Armeno, il Metropolita Siro-Ortodosso e i Rappresentanti delle Chiese protestanti. (…) Confortati dalla Parola di Cristo abbiamo vissuto l’esperienza di una rinnovata Pentecoste”.

  Il Santo Padre ha concluso la catechesi dedicata al Viaggio in Turchia invocando Dio con queste parole: “Aiuti Iddio Onnipotente e Misericordioso il popolo turco, i suoi governanti e i rappresentanti delle diverse religioni, a costruire insieme un futuro di pace, sì che la Turchia possa essere un ‘ponte’ di amicizia e di fraterna collaborazione fra l’Occidente e l’Oriente”.
AG/EVANGELIZZAZIONE:TURCHIA/…                       VIS 20061206 (840)

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