CHIESA CHIEDE VIVERE LIBERAMENTE PER ANNUNCIARE CRISTO

CITTA’ DEL VATICANO, 1 DIC. 2006 (VIS). Alle 8:30 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Cattedrale latina dello Spirito Santo di Istanbul, alla quale hanno partecipato fedeli delle varie comunità della città e di diversi riti della Chiesa cattolica. Erano presenti anche il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Sua Santità Bartolomeo I, il Patriarca Armeno Apostolico, Sua Beatitudine Mesrob II, il Metropolita Siro-Ortodosso, Filuksinos Yusuf Cetin ed i Rappresentanti delle Chiese protestanti presenti in Turchia.

  La Cattedrale latina dello Spirito Santo fu aperta al culto nel luglio del 1846. Presso l’Altare sono custodite le reliquie di alcuni santi, fra cui quelle di San Lino, Papa e martire (67-69), successore dell’Apostolo Pietro. Nel 1884 Papa Leone XIII donò alla Cattedrale una reliquia di San Giovanni Crisostomo e, nel maggio 1989, la Cattedrale fu affiliata alla Basilica Vaticana.

  All’interno del cortile della Cattedrale vi è una statua di Benedetto XV (1914-1922), eretta dai turchi nel 1919, a ricordo del suo impegno in favore delle vittime turche della guerra del 1915-18, che reca la scritta: “Al grande Pontefice della tragedia mondiale, Benedetto XV, benefattore dei popoli, senza distinzione di nazionalità o religione, in segno di riconoscenza, l’Oriente”.

  Hanno visitato la Cattedrale dello Spirito Santo Papa Paolo VI, nel 1967, con il Patriarca Ecumenico Athenagoras ed il Papa Giovanni Paolo II, nel 1979, con il Patriarca Ecumenico Dimitrios I.

  Prima dell’inizio della Santa Messa, il Santo Padre ha benedetto nel cortile della Cattedrale una statua del Beato Giovanni XXIII, che sarà custodita in una chiesa del luogo, ed ha liberato tre colombe bianche.

  Nella celebrazione della Santa Messa votiva dello Spirito Santo, sono state usate le lingue: latina, turca, francese, tedesca, siriaca, araba e spagnola. Agli Armeni sono stati riservati il canto d’ingresso e il “Sanctus”, ai Caldei, il Salmo responsoriale e il canto di offertorio in lingua aramaica ed ai Siri la proclamazione del Vangelo.

  Nell’omelia, Papa Benedetto XVI ha ricordato con San Paolo che: “lo Spirito è la sorgente permanente della nostra fede e della nostra unità. Egli suscita in noi la vera conoscenza di Gesù e pone sulle nostre labbra le parole della fede affinché noi possiamo riconoscere il Signore”.

  “Manifestare lo Spirito, vivere secondo lo Spirito” – ha proseguito il Pontefice – “non significa vivere soltanto per sé, ma vuol dire imparare a conformarsi costantemente allo stesso Cristo Gesù, divenendo alla sua sequela servitore dei propri fratelli. Ecco un insegnamento molto concreto per ciascuno di noi, Vescovi, chiamati dal Signore a condurre il suo popolo facendoci servitori sulle sue orme”.

  Il Papa ha ribadito che la Chiesa “ha ricevuto il compito di annunciare il suo Vangelo fino ai confini della terra, vale a dire di trasmettere agli uomini e alle donne di questo tempo una buona novella che non solo illumina ma cambia la loro vita, fino a passare e vincere la morte stessa. Questa Buona Novella non è soltanto una Parola, ma è una Persona, Cristo stesso, risorto, vivo!”.

  “La missione della Chiesa non consiste nel difendere poteri, né ottenere ricchezze; la sua missione è di donare Cristo, di partecipare la Vita di Cristo, il bene più prezioso dell’uomo che Dio stesso ci dà nel suo Figlio”.

  “Sapete bene che la Chiesa non vuole imporre nulla a nessuno” – ha sottolineato il Papa – “e che chiede semplicemente di poter vivere liberamente per rivelare Colui che essa non può nascondere, Cristo Gesù che ci ha amati fino alla fine sulla Croce e che ci ha dato il suo Spirito (…). Siate sempre aperti allo Spirito di Cristo e, pertanto, siate attenti a quelli che hanno sete di giustizia, di pace, di dignità, di considerazione per essi stessi e per i loro fratelli”.

  “Fratelli e Sorelle, affidiamo in questo momento il nostro desiderio di servire il Signore alla Vergine Maria, Madre di Dio e Serva del Signore. (…) Insieme con Lei preghiamo ora Cristo Signore: Invia il tuo Spirito Santo, Signore, su tutta la Chiesa; che Egli abiti ciascuno dei suoi membri e che faccia di loro messaggeri del tuo Vangelo!”.

  Al termine della Santa Messa, il Papa ha pronunciato alcune parole di saluto e di ringraziamento “per la comprensione e la pazienza dimostrate” in questi giorni e “per l’accoglienza davvero calorosa che mi è stata riservata, anche perché so che la mia presenza ha creato non pochi disagi alla vita quotidiana delle persone e della città”.

  Infine il Papa ha raggiunto l’aeroporto di Istanbul, dove ha preso congedo dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, dal Patriarca Armeno Apostolico, dal Metropolita Siro-Ortodosso, e dai Membri della Conferenza Episcopale Turca. Prima di salire a bordo dell’aereo, il Papa ha ricevuto il saluto del Governatore della Regione, del Comandante militare e del Sindaco di Istanbul.
PV-TURCHIA/MESSA:CONGEDO/ISTANBUL                   VIS 20061201 (770)

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