SETTIMANALI CATTOLICI DANNO VOCE COMUNITÀ LOCALI

CITTA’ DEL VATICANO, 25 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i rappresentanti della Federazione Italiana Settimanali Cattolici al termine del Convegno sul tema: “Cattolici in politica. Liberi o dispersi?”.

  Il Papa, rivolgendo il suo cordiale saluto al Vescovo Giuseppe Betori, Segretario della Conferenza Episcopale Italiana, a Don Giorgio Zucchelli, Presidente della FISC, ed ai Direttori di più di 160 periodici diocesani e ai tanti collaboratori, ha ricordato che la FISC “celebra in questi giorni quarant’anni dalla sua nascita”.

  L’iniziativa di creare una federazione di settimanali cattolici “scaturì” – ha detto il Santo Padre – “dal desiderio di dare maggiore visibilità e incisività alla presenza e all’azione pastorale della Chiesa”.

  “Sfogliando i vostri settimanali dei trascorsi quattro decenni” – ha proseguito il Pontefice – “è possibile ripercorrere la vita della Chiesa e della società in Italia. (…) Di fronte ad una multiforme azione tesa a scardinare le radici cristiane della civiltà occidentale, la peculiare funzione degli strumenti di comunicazione sociale di ispirazione cristiana è quella di educare l’intelligenza e formare l’opinione pubblica secondo lo spirito del Vangelo”.

  “Loro compito è di servire con coraggio la verità, aiutando l’opinione pubblica a guardare, a leggere e a vivere la realtà con gli occhi di Dio. Obiettivo del giornale diocesano è di offrire a tutti un messaggio di verità e di speranza, sottolineando fatti e realtà dove il Vangelo è vissuto, il bene e la verità trionfano, l’uomo con operosità e fantasia costruisce e ricostruisce il tessuto umano delle piccole realtà comunitarie”.

  “Il rapido evolversi dei mezzi di comunicazione sociale e l’avvento di molteplici ed avanzate tecnologie nel campo dei media non hanno reso vana la vostra funzione; anzi” – ha sottolineato il Papa – “per taluni versi, essa è diventata ancor più significativa ed importante, perché dà voce alle comunità locali che non possono trovare eco adeguata nei grandi organi di informazione. (…) Voi potete giungere anche là dove non si riesce ad incidere con i tradizionali strumenti della pastorale”.

  “I vostri settimanali sono poi definiti giustamente ‘giornali del popolo’, perché restano legati ai fatti e alla vita della gente del territorio e tramandano le tradizioni popolari e il ricco patrimonio culturale e religioso dei vostri paesi e città”.

  “Continuate, cari amici, a fare delle vostre testate una rete di collegamento che faciliti le relazioni e l’incontro tra i singoli cittadini e le istituzioni, tra le associazioni, i diversi gruppi sociali, le parrocchie e i movimenti ecclesiali”. – ha concluso il Santo Padre – “È un servizio questo che voi potete svolgere anche in campo sociale e politico. Se infatti, come avete ribadito nel vostro Convegno, il legittimo pluralismo delle scelte politiche non ha nulla a che fare con una diaspora culturale dei cattolici, i vostri settimanali possono rappresentare alcuni significativi ‘luoghi’ d’incontro e di attento discernimento per i fedeli laici impegnati in campo sociale e politico, al fine di dialogare e trovare convergenze ed obiettivi di azione condivisa al servizio del Vangelo e del bene comune”.
AC/FISC/BETORI:ZUCCHELLI                           VIS 20061127 (510)

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