PROSSIMITÀ AL MALATO COLPITO DA MALATTIE INFETTIVE

CITTA’ DEL VATICANO, 24 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina Papa Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla XXI Conferenza Internazionale, promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, (23- 25 novembre), sul tema: “Gli aspetti pastorali della cura delle malattie infettive”.

  Il Papa ha affermato che alle tante lodevoli iniziative ed ai “generosi gesti di amore” nei confronti dei malati colpiti da malattie infettive, si contrappongono non poche ingiustizie. “Come dimenticare i tanti malati infettivi costretti a vivere segregati, e talora segnati da uno stigma che li umilia? Tali deprecabili situazioni appaiono con maggiore gravità nella disparità delle condizioni sociali ed economiche tra il Nord e il Sud del mondo. Ad esse è importante rispondere con interventi concreti, che favoriscano la prossimità all’ammalato, rendano più viva l’evangelizzazione della cultura e propongano motivi ispiratori dei programmi economici e politici dei governi”.

  Riferendosi alla prossimità al malato colpito da malattia infettiva, Papa Benedetto XVI ha ricordato la “ricca tradizione della Chiesa cattolica” che “va tenuta viva perché, attraverso l’esercizio della carità verso chi soffre, siano resi visibili i valori ispirati ad autentica umanità e al Vangelo: la dignità della persona, la misericordia, l’identificazione di Cristo al malato. Ogni intervento resta insufficiente, se in esso non si rende percepibile l’amore per l’uomo, un amore che si nutre dell’incontro con Cristo”.

  “All’insostituibile prossimità nei confronti del malato va unita l’evangelizzazione dell’ambiente culturale in cui viviamo. Tra i pregiudizi che ostacolano o limitano un aiuto efficace alle vittime di malattie infettive c’è l’atteggiamento di indifferenza e persino di esclusione e rigetto nei loro confronti, che emerge a volte nella società del benessere. Questo atteggiamento” – ha affermato il Pontefice – “è favorito anche dall’immagine veicolata attraverso i media di uomo e donna preoccupati prevalentemente della bellezza fisica, della salute e della vitalità biologica. È una pericolosa tendenza culturale che porta a porre se stessi al centro, a chiudersi nel proprio piccolo mondo, a rifuggire dall’impegnarsi nel servire chi è nel bisogno”.

  “Occorre allora”- ha ribadito il Pontefice – “una pastorale capace di sostenere i malati nell’affrontare la sofferenza, aiutandoli a trasformare la propria condizione in un momento di grazia per sé e per gli altri, attraverso una viva partecipazione al mistero di Cristo”.

  “Infine, vorrei ribadire” – ha concluso il Papa – “quanto sia importante la collaborazione con le varie istanze pubbliche, perché venga attuata la giustizia sociale in un delicato settore come quello della cura e dell’assistenza ai malati infettivi. Vorrei accennare, ad esempio, alla equa distribuzione delle risorse per la ricerca e la terapia, come pure alla promozione di condizioni di vita che frenino l’insorgere e l’espandersi delle malattie infettive”.
AC/MALATTIE INFETTIVE/…                           VIS 20061124 (460)

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