IN BREVE

IL SANTO PADRE HA INDIRIZZATO UN MESSAGGIO AL VESCOVO FRANÇOIS MAUPU, di Verdun (Francia), in occasione del 90° anniversario della Battaglia che ivi ebbe luogo nel 1916 e che fu “un momento buio della storia del Continente”, ma anche “uno dei simboli della riconciliazione fra due grandi nazioni europee un tempo nemiche (…) Che i nostri contemporanei, in particolare le giovani generazioni” – scrive il Santo Padre – “traggano tutti gli insegnamenti della storia, e ispirandosi alle radici e ai valori cristiani che hanno largamente contribuito a forgiare l’Europa delle nazioni e l’Europa dei popoli, si adoperino a creare legami di fraternità e di carità, per il bene di tutti e lo sviluppo dei paesi, dedicando speciale attenzione ai più poveri e ai più piccoli”.

L’ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto, il 10 novembre scorso, a New York, al Secondo Comitato della 61 Assemblea Generale dell’O.N.U., sullo sradicamento della ‘povertà. “I poveri” – ha affermato il Nunzio Apostolico – “hanno diritto alla giustizia, al lavoro dignitoso, ad adeguata alimentazione, cure sanitarie ed istruzione, secondo quanto enunciato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. (…) Tuttavia, poiché i poveri sono molte volte, proprio a causa della loro condizione, esclusi dalla società, la loro abilità di garantirsi tali diritti è frequentemente limitata. Il legame fra pace e sviluppo appare oltremodo evidente a coloro che devono confrontarsi con gli ostacoli nella vita dei poveri e che sanno, qualche volta per amara esperienza, che ‘lo sviluppo è il nuovo nome della pace'”.

ALLA III CONFERENZA DI ESAME DELLA CONVENZIONE SULLA PROIBIZIONE O RESTRIZIONE DELL’USO DI CERTE ARMI CONVENZIONALI (CCW), attualmente in corso a Ginevra (Svizzera), è intervenuto l’Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, C.S., Osservatore Permanente presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e le Istituzioni Specializzate a Ginevra. “Questa Convenzione” – ha detto il Nunzio Apostolico – “deve conservare il suo carattere dinamico, evolutivo e flessibile. Sarebbe dannoso ed artificiale ridurre tale Convenzione ed i suoi protocolli a ciò che è stato realizzato finora. Ora vengono fabbricate nuove armi. È importante che la riflessione e i negoziati accompagnino la realtà militare al fine di garantire che le nuove armi rispettino i criteri imposti dalla Convenzione e dai suoi protocolli e di esaminare se non sia il caso di negoziare nuovi strumenti laddove gli accordi esistenti non rispondono alle nuove realtà militari”.
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