COOPERAZIONE E VOLONTÀ POLITICA IN FAVORE RIFUGIATI

CITTA’ DEL VATICANO, 9 NOV. 2006 (VIS). L’Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York alla 61 Sessione dell’Assemblea Generale dell’O.N.U. che prende in esame il Rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR).

  Il Presule ha espresso l’apprezzamento della Santa Sede per l’attività dell’ACNUR che ha sviluppato negli anni “un sistema legislativo adattato alle necessità di una realtà complessa e mutevole per offrire protezione a coloro che ne hanno bisogno” ed ha citato in merito l’adozione della “Conclusione sulle donne e fanciulle a rischio” e la “Conclusione sull’identificazione, prevenzione, riduzione del fenomeno di apolidia e la protezione delle persone apolidi”.

  L’Arcivescovo ha ricordato che l’ACNUR  si occupa anche dei Profughi Interni e della “coordinazione e gestione dei campi profughi” ed ha sottolineato che la protezione di questa categoria “ha bisogno non solo di una buona legislazione, ma anche di cooperazione e di volontà politica indispensabili perchè tale legislazione funzioni in maniera adeguata”.

  “Purtroppo” – ha rilevato l’Arcivescovo Migliore – “si nota un certo deterioramento del concetto giuridico di asilo, mentre alcuni stati danno la preferenza alla legislazione nazionale o ad accordi bilaterali sulla legislazione internazionale del rifugiato. Inoltre, l’accesso all’asilo è reso più difficile a causa del fenomeno di flussi migratori misti; ed alcuni paesi non riconoscono né promuovono diritti internazionalmente stabiliti nella loro legislazione interna, quali la libertà di movimento, il diritto al lavoro, e il riconoscimento delle qualifiche”.

  La scarsità di fondi per i programmi alimentari, sanitari ed educativi dei rifugiati, è un altro dei gravi problemi dell’ACNUR, ha affermato il Nunzio, senza dimenticare alcuni aspetti positivi, come la fine di alcuni conflitti che hanno permesso ai rifugiati di rientrare nei loro paesi. In questi casi “sono necessari aiuti alla fine dei conflitti che garantiscano un ritorno nella sicurezza e nella dignità insieme alla ricostruzione delle infrastrutture sociali ed economiche nazionali”.

  “La soluzione duratura del problema dei rifugiati e dei profughi interni” – ha concluso l’Arcivescovo Migliore – “non interesserà solo loro ma avrà, per estensione, effetti positivi sull’intera famiglia umana. Le norme in materia di protezione di persone che vivono situazioni di emergenza devono essere applicate a livello nazionale, regionale ed internazionale”.
DELSS/ACNUR/MIGLIORE                           VIS 20061109 (380)

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